La preziosa danza di Van Cleef & Arpels

Fino al 20 ottobre il Design Museum di Londra ospita la mostra “The Art of Movement, Van Cleef & Arpels“. Con creazioni del patrimonio storico, gioielli provenienti dalle collezioni private e numerosi documenti d’archivio, il percorso espositivo è suddiviso in quattro sezioni che interpretano in maniera singolare il movimento: la Natura, l’Eleganza, i Movimenti Astratti e, naturalmente, la Danza.

Van Cleef & Arpels ha sempre trovato una ricchissima fonte di ispirazione nel mondo del balletto, la cui ricerca della bellezza e della perfezione è in linea con lo stile della Maison. L’interesse nasce dalla passione di Louis Arpels che nella Parigi degli anni Venti frequenta, insieme al nipote Claude, il tempio francese della danza accademica: l’Opéra Garnier, a pochi passi dalla boutique di Place Vendôme. Sotto la sua guida, all’inizio degli anni Quaranta, l’incanto del balletto si materializza nella collezione “Ballerine”, divenuta ben presto un segno distintivo di Van Cleef & Arpels. Veri e propri capolavori, le spille catturano la grazia delle ballerine, colte nell’etereo dinamismo di un salto, nella purezza delle linee, nel poetico equilibrio di un corpo proteso verso un mondo ideale. I tutù, simboli per eccellenza del balletto, sono tempestati di pietre preziose, la cui luce ricorda quella dei costumi di scena illuminati dai riflettori. Nel tempo la collezione ha rappresentato sia i grandi classici del repertorio, come La Bella addormentata o Il Lago dei cigni, sia l’esotismo della danza, cogliendo così il multiforme e variopinto universo di questa forma d’arte.

In un gioco di rimandi creativi, i gioielli di Van Cleef & Arpels hanno ispirato la fantasia del coreografo George Balanchine per la creazione di Jewels, balletto in tre parti andato in scena per la prima volta a New York nel 1967. Nato dall’incontro di Balanchine con Claude Arpels, il balletto riflette la preziosa luce degli smeraldi, dei rubini e dei diamanti sia nella magistrale coreografia sia negli incantevoli costumi di Barbara Karinska. Divenuto un caposaldo del repertorio balanchiniano, Jewels ha stimolato a sua volta l’immaginazione di Van Cleef & Arpels con ” Lady Arpels Ballerines Musicales”, una collezione di tre orologi che fonde l’Alta Orologeria e Gioielleria con la musica e la danza. Contraddistinti da quel tocco magico che ben sintetizza il savoir-faire della Maison, i quadranti racchiudono un palcoscenico in miniatura dove, all’aprirsi del sipario, cinque ballerine si muovono a tempo di musica grazie all’associazione di un carillon e di una scatola musicale. Ciascun orologio rispecchia le tre parti del balletto nei colori, nelle pose coreografiche, nei costumi e nei brani musicali: “Émeraude” su Pelléas et Mélisande di Gabriel Fauré; “Rubis” sul Capriccio per pianoforte e orchestra di Igor Stravinsky; “Diamant” sulla Sinfonia n. 3 in re maggiore di Pyotr Ilyich Tchaikovsky. Nota di rilievo l’incisione sul retro della cassa che raffigura una ballerina davanti alle vetrine della boutique newyorkese di Van Cleef & Arpels e che riporta una massima di George Balanchine: “Music must be seen and Dance must be heard”.

Nel corso degli anni Van Cleef & Arpels rafforza il suo legame con il mondo della danza stringendo una serie di collaborazioni che rispecchiano la sua aderenza ai valori della creatività. Tra queste spicca la partnership con il coreografo Benjamin Millepied, il fondatore del collettivo L.A. Dance Project che intreccia un dialogo collaborativo con altre forme artistiche. Dalla loro collaborazione nasce Gems, una trilogia che comprende Reflections (2013), Hearts & Arrows (2014) e On the Other Side (2016), tre titoli ispirati rispettivamente ai rubini, ai diamanti e agli smeraldi.

Oggi Van Cleef & Arpels è un vero e proprio mecenate della danza. Il suo impegno è di sostenere, anche a livello produttivo, la scena coreografica contemporanea con il programma Dance Reflections. Sviluppato in collaborazione con partner internazionali, il progetto ha tre obiettivi: promuovere la creazione, proposito perseguito fin dal 2015 con l’istituzione del Premio Fedora – Van Cleef & Arpels; preservare e trasmettere il patrimonio coreografico; sensibilizzare il grande pubblico alla cultura coreutica.

Silvia Mozzachiodi