A passo di danza nel giardino di Claude Monet

Il mio giardino è l’opera d’arte più bella che io abbia mai creato.

Claude Monet

Chi, almeno per un istante, non ha sognato di entrare magicamente in un quadro di Claude Monet e di camminare nei suoi paesaggi che incantano la vista e deliziano l’animo? Dreams of Giverny, cortometraggio di Alice Pennefather con la coreografia di Valentino Zucchetti (First Soloist del Royal Ballet) e protagoniste le ballerine Sarah Lamb (Principal Dancer del Royal Ballet) e Annabel Pickering (giovane ballerina formatasi alla Royal Ballet Upper School), materializza questa fantasia coniugando cinema e danza.

Il cortometraggio è ambientato nella tenuta di Monet a Giverny, un piccolo comune francese situato nella regione della Normandia dove il pittore si stabilì con la famiglia nel 1883. Il giardino, progettato da Monet stesso per avere a portata di mano un ambiente rigoglioso dal quale trarre ispirazione per i suoi quadri, è un angolo incantato dove regna la quiete e la bellezza.

La prima inquadratura del film richiama due soggetti largamente dipinti da Monet: l’acqua, un elemento che lo ha sempre affascinato e del quale ha studiato la mobilità cromatica al variare della luce, e le ninfee, di cui ha realizzato più di 200 versioni cambiando il punto di osservazione e i colori. Queste analogie vanno ben oltre la citazione e mettono in gioco una raffinata scelta stilistica che trasforma l’immagine cinematografica in quadro. Il frame della ninfea, inizialmente fuori fuoco tanto da sembrare una pennellata rosa su uno sfondo azzurro, coglie il carattere evanescente dello stile di Monet, ottenuto attraverso la quasi totale abolizione delle linee che contornano gli oggetti.

Non appena inizia la musica, composta da Nina Humphreys con il contributo vocale di Mary-Jess, l’immagine della ninfea lascia spazio al giardino acquatico, così chiamato per la presenza dello stagno delle ninfee che Monet fece realizzare deviando il vicino torrente Epte. Sull’iconico ponte giapponese Sarah (Sarah Lamb), una giovane donna in visita a Giverny per la prima volta, è ammaliata dalla bellezza del giardino, dall’apoteosi dei suoi colori e dalla ricchezza dei riflessi. Avvicinatasi alla sponda del laghetto, Sarah accarezza l’acqua e scivola in un sogno ad occhi aperti. Tra le fronde verdeggianti scorge una figura bianca simile a un fantasma: è Sisi Salerou (Annabel Pickering), la nipote di Monet che la guida alla scoperta del giardino.

Immerse in questa natura immacolata, Sarah e Sisi sembrano delle ninfe che danzano leggiadre sul ponte giapponese mentre in lontananza si intravede la figura di Monet che dipinge le ninfee. La loro danza, espressione di armonia e di libertà, prosegue nel giardino fiorito finché Sisi, richiamata da Monet, saluta la giovane donna regalandole una rosa. Risvegliatasi dalla sua fantasia, Sarah si trova nuovamente nel giardino acquatico, ma la rosa che tiene tra le mani ci lascia il dubbio: si è trattato di un sogno o di un magico incontro spettrale?

Il talento di Valentino Zucchetti, che l’anno scorso è diventato il primo coreografo italiano a creare un lavoro su commissione per il Royal Ballet (Scherzo su musica di Rachmaninov), consiste nel creare una coreografia “impressionista”. Così come Monet lasciava risplendere nelle sue pennellate le impressioni che la natura gli suscitava, Zucchetti crea una coreografia che trasmette con naturalezza le sensazioni scaturite dal contatto con il giardino: meraviglia, serenità, dolcezza e felicità. La danza diventa lo strumento ideale per rappresentare l’impressione di un’istante, per esprimere la bellezza della natura filtrata dal movimento che, esattamente come l’acqua, riflette ciò che si vede e ciò che si sente.

La scelta di raccontare la visione onirica attraverso l’arte della danza classica sottolinea la capacità del vocabolario classico di raffigurare i sogni attraverso una tecnica che libera il corpo dal suo peso e lo fa volteggiare sulle punte con grazia e leggerezza. Zucchetti enfatizza in particolare le lunghe linee delle braccia e delle gambe in arabesque, ricordando quel senso di infinito che connotava le monumentali tele di Monet che avevano per soggetto le ninfee.
Sarah Lamb è una ballerina fantastica che sa raccontare le emozioni e i sentimenti del personaggio che interpreta non solo attraverso la danza, intrinsecamente musicale, ma anche nei dettagli più piccoli, come lo sguardo che le illumina il volto. Una ventata di autentica tenerezza e naturalezza è portata anche dalla giovane Annabel Pickering, perfetta nel ruolo della giovane Sisi.

Dreams of Giverny realizza un legame profondo con Claude Monet, prendendo vita nel luogo che lui stesso aveva creato, in quel giardino dove ancora oggi sono visibili le stesse piante e gli stessi fiori che l’artista scelse e curò personalmente. Il film ci ricorda che Monet vive non solo nei suoi quadri, ma anche nel suo incantevole giardino, omaggiato attraverso l’arte della danza che è a sua volta produttrice di magie e incantesimi.

Silvia Mozzachiodi