Martha Graham e Louis Horst, insieme per l’indipendenza della danza

In genere si pensa che una coreografia sia creata partendo da una musica, preesistente o commissionata, sul cui tempo sono create le sequenze di movimento. In realtà, già nella prima metà del Novecento la coreografa Martha Graham e il compositore Louis Horst avviarono una stretta collaborazione che sovvertì la consolidata relazione tra danza e musica e che esercitò una profonda influenza sullo sviluppo della modern dance. Il loro sodalizio artistico nacque sulla base di un comune progetto strettamente connesso all’evolversi del pensiero coreico nel panorama americano: affermare la più completa autonomia della danza nei confronti dell’arte “sorella”.

All’inizio del Novecento la tradizione della danza accademica fu affiancata da nuovi movimenti che, ispirati dai rivolgimenti estetici promossi dall’estetica applicata di François Delsarte, propugnarono una diversa concezione del corpo scenico. Fonte d’ispirazione per la ricerca di una nuova espressività corporea fu l’atto della respirazione, la prima funzione organica dell’essere umano, il cui ritmo binario – inspirazione ed espirazione – fu assunto come presupposto base di ogni movimento. Martha Graham trasformò tale ritmo in un principio tecnico, la contraction and release, in cui alla fase di contrazione (inspirazione) segue la fase di rilascio (espirazione). L’assunzione del respiro a fondamento della sperimentazione coreica ebbe due importanti risultati: da un lato modificò l’esperienza sensoriale dei danzatori, preparati a muoversi nel respiro e non a respirare nel movimento; dall’altro lato rivoluzionò il rapporto con la musica. La danza, rivendicando un proprio ritmo legato all’ascolto interiore, si rese indipendente dall’accompagnamento musicale.

Martha Graham e Louis Horst decretarono l’autonomia della danza ribaltando le tradizionali fasi di sviluppo del processo creativo. La musica, non dovendo influenzare la scrittura coreografica né a livello ritmico né sul piano interpretativo, veniva composta a coreografia ultimata, così da rispecchiarne la struttura ritmica e potenziarne l’espressività. In tal modo inaugurarono una nuova collaborazione che segnò un punto di rottura con il passato: se fino all’Ottocento era prevalso un modello gerarchico che richiedeva al coreografo di creare la coreografia in funzione della composizione musicale, nella collaborazione Graham-Horst fu il compositore a soddisfare le esigenze della coreografia componendo una musica ad hoc. La coreografa assunse così un ruolo di primo piano che da un lato rafforzò la libertà della sua visione creativa e dall’altro svincolò la danza da un rapporto di subordinazione nei confronti della musica.


«Starting with the dance is important, because the dance should be the center of interest, the point of tension … Music can enrich the dance, but should not influence its creation. Dance is an independent art, and its motivation should be the feeling of the choreographer, not of the music»

Louis Horst

Ora che la danza era stata liberata dalla rete temporale della partitura, Louis Horst ritenne indispensabile comporre una musica che seguisse il “ritmo dell’America”, condividendo l’obiettivo della Graham di allontanarsi dai modelli europei al fine di creare una danza conforme allo spirito e alla potenza degli Stati Uniti. Un esempio di questa collaborazione fu Primitive Mysteries (1931), considerato uno dei capolavori della produzione di Martha Graham. L’iter compositivo iniziò dalla coreografia che, una volta definita in ogni minimo particolare, fu mostrata al compositore che ne scrisse la musica. Gli obiettivi perseguiti da Horst furono: corrispondenza ritmica e temporale; relazione funzionale ed espressiva con la danza; economia della strumentazione con una predominanza dei fiati, in quanto il timbro degli archi era associato dal compositore alla tradizione musicale ballettistica.

Questo metodo si contrappose a quello diffuso da Isadora Duncan, tra le più celebri pioniere alle origini della modern dance. Mentre il suo processo creativo iniziava sempre dalla musica sulla quale, improvvisando, sviluppava la struttura della danza, per Martha Graham e Louis Horst le coreografie dovevano avere una propria indipendenza formale e impiegare musiche appositamente composte. Questa scelta portò molti compositori a scrivere partiture dai ritmi incisivi per sostenere le nuove tensioni della modern dance.

Silvia Mozzachiodi